Astrologia tradizionale

Le ore planetarie

Dodici ore dall'alba al tramonto, dodici dal tramonto all'alba, e mai sessanta minuti. Ognuna appartiene a un pianeta, e la prima del giorno dà il nome al giorno.

Il giorno si taglia in due, poi ogni metà in dodici. Un'ora planetaria non è quindi un'ora da orologio: a Roma, in giugno, dura circa settantasei minuti di giorno e quarantaquattro di notte; in dicembre, esattamente il contrario. I sette corpi si danno il cambio nell'ordine caldeo, quello della loro lentezza apparente, e la ruota riparte da capo appena arriva in fondo.

La conseguenza sta in una riga, ed è quella che è sopravvissuta ovunque: ventiquattro ore più avanti, la ruota dei sette non ricade sullo stesso corpo ma sul terzo successivo. Da lì viene l'ordine dei nostri giorni della settimana, che non ne ha nessun altro. Il sabato è di Saturno, la domenica del Sole, il lunedì della Luna: in cielo nulla lega quei tre, lo fa soltanto la tavola.

Ore e signori in Vettio Valente e Paolo d'Alessandria; la derivazione della settimana in Cassio Dione; ripresa da Al-Biruni, poi da Agrippa e dalla tradizione latina. La biblioteca →

Le ore di un giorno, in un luogo

Un'ora planetaria dipende dall'alba: esiste solo in un posto. Dai una data e un luogo e avrai le ventiquattro fasce nell'ora dell'orologio di quel posto.

Un altro luogo, per coordinate

Latitudine positiva a nord, longitudine positiva a est. Le due insieme, altrimenti resta la città. Il fuso non cambia il cielo: cambia l'ora che segna l'orologio, e la pagina ti mostra tutte e due le cose.

Qui nessuna nascita e nessuna ora di nascita: basta l'alba. Non viene registrato nulla.

Luogo calcolato Roma Europe/Rome
Signore del giorno Sole Domenica 08/11/2026
Alba
06:50
Tramonto
16:56
Un'ora di giorno
0 h 50 min 26 s
Un'ora di notte
1 h 9 min 39 s
In questo momento
Marte Ora 2 della notte

Le dodici ore del giorno

Dall'alba, 06:50, al tramonto, 16:56.

Le dodici ore del giorno
N. Signore Inizio Fine
1 Sole 06:50 07:41
2 Venere 07:41 08:31
3 Mercurio 08:31 09:22
4 Luna 09:22 10:12
5 Saturno 10:12 11:03
6 Giove 11:03 11:53
7 Marte 11:53 12:43
8 Sole 12:43 13:34
9 Venere 13:34 14:24
10 Mercurio 14:24 15:15
11 Luna 15:15 16:05
12 Saturno 16:05 16:56

Le dodici ore della notte

Dal tramonto, 16:56, all'alba successiva, 06:52.

Le dodici ore della notte
N. Signore Inizio Fine
1 Giove 16:56 18:05
2 Marte in corso 18:05 19:15
3 Sole 19:15 20:25
4 Venere 20:25 21:34
5 Mercurio 21:34 22:44
6 Luna 22:44 23:54
7 Saturno 23:54 01:03
8 Giove 01:03 02:13
9 Marte 02:13 03:23
10 Sole 03:23 04:32
11 Venere 04:32 05:42
12 Mercurio 05:42 06:52

L'ordine caldeo

I sette corpi dell'astrologia antica, disposti dal più lento al più rapido a percorrere lo zodiaco. È l'ordine in cui si succedono le ore, e gira in cerchio: dopo la Luna torna Saturno.

L'ordine caldeo
Posto Corpo Un giro dello zodiaco
1 Saturno circa 29 anni e mezzo
2 Giove circa 12 anni
3 Marte circa 2 anni
4 Sole 1 anno
5 Venere 1 anno vista dalla Terra, mai lontana dal Sole
6 Mercurio 1 anno visto dalla Terra, ancora più vicino al Sole
7 Luna circa 27 giorni e un terzo

Il signore di ogni giorno

La prima ora dopo l'alba appartiene al signore del giorno. Conta ventiquattro passi nell'ordine caldeo a partire da lui e cadi sul signore dell'indomani. La colonna di destra lo mostra riga per riga, e in questo sta tutta la ragione dell'ordine della settimana.

Il signore di ogni giorno
Giorno Signore, e 1ª ora 24ª ora Indomani
Domenica Sole Mercurio Luna
Lunedì Luna Giove Marte
Martedì Marte Venere Mercurio
Mercoledì Mercurio Saturno Giove
Giovedì Giove Sole Venere
Venerdì Venere Luna Saturno
Sabato Saturno Marte Sole

Ventiquattro non è un multiplo di sette. È questo resto di tre a far avanzare la settimana di tre passi ogni giorno, e a dare ai nostri sette giorni un ordine che il cielo da solo non spiega.

Dove le fonti non dicono la stessa cosa

Una tavola di ore planetarie trovata in rete annuncia quasi sempre un unico insieme di regole senza dire che ne esistono altri. Ne esistono altri. Eccoli, con quello che ne dicono le fonti e con quello che scegliamo noi.

Ore disuguali oppure ore di sessanta minuti
Le fonti antiche dividono il giorno in dodici e la notte in dodici, il che dà ore la cui durata cambia con la stagione. Diversi almanacchi e programmi moderni tagliano invece ventiquattro ore di sessanta minuti a partire dall'alba, e a volte perfino da mezzanotte. I due metodi coincidono solo agli equinozi, e in giugno lo scarto supera il quarto d'ora per ora alla latitudine di Roma, e i venti minuti a quella di Berlino.
Noi dividiamo in dodici, come Valente, Paolo d'Alessandria e Al-Biruni. Le due durate stampate sopra la tavola servono proprio a farti verificare a colpo d'occhio.
Il giorno comincia all'alba, a mezzanotte o al tramonto
La rotazione delle ore parte dall'alba, e su questo le fonti concordano. Ma il giorno della SETTIMANA cambia nome a mezzanotte nel calendario civile e al tramonto in quelli ebraico e musulmano. Di qui una divergenza vera: il sabato alle undici di sera, le ore che corrono appartengono ancora alla ruota di Saturno o già a quella del Sole?
Da noi il giorno planetario va da un'alba alla successiva, senza tagli a mezzanotte: le dodici ore di notte appartengono al giorno la cui alba le ha aperte. È la lettura di Al-Biruni, e l'unica in cui i ventiquattro passi cadono giusti.
Due ordini delle sfere, e Tolomeo si rifiuta di scegliere
L'ordine caldeo mette il Sole in mezzo ai sette, tra Marte e Venere. L'ordine più antico, detto egizio, lo mette subito sopra la Luna, con Venere e Mercurio al di sopra di lui. Tolomeo riferisce entrambi nell'Almagesto e dice che nulla permette di scegliere, poiché quei corpi non mostrano alcuna parallasse osservabile.
Usiamo l'ordine caldeo, per una ragione che puoi verificare sulla tavola qui sopra: soltanto lui, contato ventiquattro passi al giorno, produce la settimana che abbiamo davvero. Con l'ordine egizio la domenica sarebbe seguita da un giorno di Giove.
Che cosa si chiama alba
L'alba è a volte l'istante in cui il bordo superiore del Sole tocca l'orizzonte, rifrazione compresa, a volte quello in cui il suo centro lo attraversa geometricamente. Pochi minuti separano le due convenzioni, e ciascuna delle ventiquattro ore si sposta di altrettanto.
Prendiamo il bordo superiore con la rifrazione media, cioè il centro del Sole a cinquanta minuti d'arco sotto l'orizzonte: la convenzione degli almanacchi. È la stessa alba che data tutti i giorni solari del sito, calcolata dallo stesso tempo siderale dell'Ascendente, così che un'alba non possa contraddire un tema.
Perché la settimana segue quest'ordine: due spiegazioni
Cassio Dione, la nostra fonte più antica sulla questione, ne dà due. La prima è il conto delle ore, quella della tavola qui sopra. La seconda conta di quarta in quarta lungo l'ordine delle sfere e arriva allo stesso risultato per un'altra strada. Le riferisce entrambe e non sceglie.
Mostriamo la prima perché si dimostra riga per riga su una tavola. Non è un giudizio sulla seconda, il cui risultato è identico: in gioco è la causa, non la successione dei giorni.
I nomi d'angelo legati alle ore
La tradizione latina, da Agrippa all'Heptameron, dà a ogni ora del giorno e della notte un nome d'angelo, diverso secondo il giorno della settimana. Questi elenchi variano da un manoscritto all'altro e da una stampa alla successiva, senza che nessuna versione faccia autorità sulle altre.
Non ne serviamo nessuno. Un elenco che cambia da una copia all'altra non è un dato di riferimento, e darne uno senza dire quale sarebbe scegliere in silenzio.
Oltre i circoli polari
Le fonti sono state scritte a latitudini dove il Sole sorge ogni giorno. Nessuna dice che cosa fare quando non sorge, o quando smette di tramontare: la domanda non si poneva.
Non tagliamo nulla quando non c'è nulla da tagliare, e diciamo in quale dei due casi ci siamo trovati. Due volte l'anno esiste perfino un giorno che sorge, tramonta, e il cui domani non sorge più: la sua notte non ha fine osservabile, e la tavola lo segnala invece di chiuderla su un'ora inventata.

Che cosa ne facciamo

Nulla, nelle letture che questo sito vende, è datato dall'ora planetaria. Il tema natale si legge sul cielo di una nascita, i transiti sul cielo del giorno, la lettura d'anno sulla profezione e sui firdaria. Aggiungerci sopra l'ora planetaria non direbbe una cosa in più: metterebbe una seconda divisione su un cielo che ne ha già una.

Questa pagina esiste per un'altra ragione: l'ora planetaria è la tecnica antica che si incontra ovunque, negli almanacchi, nell'astrologia oraria, nei grimori, e quasi mai con la sua fonte accanto. William Lilly, nel 1647, se ne serve per controllare una domanda oraria: se il signore dell'ora e l'Ascendente non concordano, diffida della domanda. Sapere da dove viene una cosa vale più che ricopiare una tavola.

Un filo lega comunque questa tavola al resto del sito. La stessa ruota dei sette, presa da un altro punto di partenza, governa i volti dello zodiaco di dieci gradi in dieci gradi, a partire da Marte al primo grado dell'Ariete. La ritrovi colonna per colonna nella tavola delle dignità. Tavola delle dignità essenziali →

E il tuo cielo di nascita?

Le ore si contano allo stesso modo per tutti nello stesso posto. Il tuo tema, invece, appartiene soltanto alla tua data, alla tua ora e al tuo luogo.

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