Il giorno si taglia in due, poi ogni metà in dodici. Un'ora planetaria non è quindi un'ora da orologio: a Roma, in giugno, dura circa settantasei minuti di giorno e quarantaquattro di notte; in dicembre, esattamente il contrario. I sette corpi si danno il cambio nell'ordine caldeo, quello della loro lentezza apparente, e la ruota riparte da capo appena arriva in fondo.
La conseguenza sta in una riga, ed è quella che è sopravvissuta ovunque: ventiquattro ore più avanti, la ruota dei sette non ricade sullo stesso corpo ma sul terzo successivo. Da lì viene l'ordine dei nostri giorni della settimana, che non ne ha nessun altro. Il sabato è di Saturno, la domenica del Sole, il lunedì della Luna: in cielo nulla lega quei tre, lo fa soltanto la tavola.
Ore e signori in Vettio Valente e Paolo d'Alessandria; la derivazione della settimana in Cassio Dione; ripresa da Al-Biruni, poi da Agrippa e dalla tradizione latina.
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Dove le fonti non dicono la stessa cosa
Una tavola di ore planetarie trovata in rete annuncia quasi sempre un unico insieme di regole senza dire che ne esistono altri. Ne esistono altri. Eccoli, con quello che ne dicono le fonti e con quello che scegliamo noi.
- Ore disuguali oppure ore di sessanta minuti
- Le fonti antiche dividono il giorno in dodici e la notte in dodici, il che dà ore la cui durata cambia con la stagione. Diversi almanacchi e programmi moderni tagliano invece ventiquattro ore di sessanta minuti a partire dall'alba, e a volte perfino da mezzanotte. I due metodi coincidono solo agli equinozi, e in giugno lo scarto supera il quarto d'ora per ora alla latitudine di Roma, e i venti minuti a quella di Berlino.
- Noi dividiamo in dodici, come Valente, Paolo d'Alessandria e Al-Biruni. Le due durate stampate sopra la tavola servono proprio a farti verificare a colpo d'occhio.
- Il giorno comincia all'alba, a mezzanotte o al tramonto
- La rotazione delle ore parte dall'alba, e su questo le fonti concordano. Ma il giorno della SETTIMANA cambia nome a mezzanotte nel calendario civile e al tramonto in quelli ebraico e musulmano. Di qui una divergenza vera: il sabato alle undici di sera, le ore che corrono appartengono ancora alla ruota di Saturno o già a quella del Sole?
- Da noi il giorno planetario va da un'alba alla successiva, senza tagli a mezzanotte: le dodici ore di notte appartengono al giorno la cui alba le ha aperte. È la lettura di Al-Biruni, e l'unica in cui i ventiquattro passi cadono giusti.
- Due ordini delle sfere, e Tolomeo si rifiuta di scegliere
- L'ordine caldeo mette il Sole in mezzo ai sette, tra Marte e Venere. L'ordine più antico, detto egizio, lo mette subito sopra la Luna, con Venere e Mercurio al di sopra di lui. Tolomeo riferisce entrambi nell'Almagesto e dice che nulla permette di scegliere, poiché quei corpi non mostrano alcuna parallasse osservabile.
- Usiamo l'ordine caldeo, per una ragione che puoi verificare sulla tavola qui sopra: soltanto lui, contato ventiquattro passi al giorno, produce la settimana che abbiamo davvero. Con l'ordine egizio la domenica sarebbe seguita da un giorno di Giove.
- Che cosa si chiama alba
- L'alba è a volte l'istante in cui il bordo superiore del Sole tocca l'orizzonte, rifrazione compresa, a volte quello in cui il suo centro lo attraversa geometricamente. Pochi minuti separano le due convenzioni, e ciascuna delle ventiquattro ore si sposta di altrettanto.
- Prendiamo il bordo superiore con la rifrazione media, cioè il centro del Sole a cinquanta minuti d'arco sotto l'orizzonte: la convenzione degli almanacchi. È la stessa alba che data tutti i giorni solari del sito, calcolata dallo stesso tempo siderale dell'Ascendente, così che un'alba non possa contraddire un tema.
- Perché la settimana segue quest'ordine: due spiegazioni
- Cassio Dione, la nostra fonte più antica sulla questione, ne dà due. La prima è il conto delle ore, quella della tavola qui sopra. La seconda conta di quarta in quarta lungo l'ordine delle sfere e arriva allo stesso risultato per un'altra strada. Le riferisce entrambe e non sceglie.
- Mostriamo la prima perché si dimostra riga per riga su una tavola. Non è un giudizio sulla seconda, il cui risultato è identico: in gioco è la causa, non la successione dei giorni.
- I nomi d'angelo legati alle ore
- La tradizione latina, da Agrippa all'Heptameron, dà a ogni ora del giorno e della notte un nome d'angelo, diverso secondo il giorno della settimana. Questi elenchi variano da un manoscritto all'altro e da una stampa alla successiva, senza che nessuna versione faccia autorità sulle altre.
- Non ne serviamo nessuno. Un elenco che cambia da una copia all'altra non è un dato di riferimento, e darne uno senza dire quale sarebbe scegliere in silenzio.
- Oltre i circoli polari
- Le fonti sono state scritte a latitudini dove il Sole sorge ogni giorno. Nessuna dice che cosa fare quando non sorge, o quando smette di tramontare: la domanda non si poneva.
- Non tagliamo nulla quando non c'è nulla da tagliare, e diciamo in quale dei due casi ci siamo trovati. Due volte l'anno esiste perfino un giorno che sorge, tramonta, e il cui domani non sorge più: la sua notte non ha fine osservabile, e la tavola lo segnala invece di chiuderla su un'ora inventata.
Che cosa ne facciamo
Nulla, nelle letture che questo sito vende, è datato dall'ora planetaria. Il tema natale si legge sul cielo di una nascita, i transiti sul cielo del giorno, la lettura d'anno sulla profezione e sui firdaria. Aggiungerci sopra l'ora planetaria non direbbe una cosa in più: metterebbe una seconda divisione su un cielo che ne ha già una.
Questa pagina esiste per un'altra ragione: l'ora planetaria è la tecnica antica che si incontra ovunque, negli almanacchi, nell'astrologia oraria, nei grimori, e quasi mai con la sua fonte accanto. William Lilly, nel 1647, se ne serve per controllare una domanda oraria: se il signore dell'ora e l'Ascendente non concordano, diffida della domanda. Sapere da dove viene una cosa vale più che ricopiare una tavola.
Un filo lega comunque questa tavola al resto del sito. La stessa ruota dei sette, presa da un altro punto di partenza, governa i volti dello zodiaco di dieci gradi in dieci gradi, a partire da Marte al primo grado dell'Ariete. La ritrovi colonna per colonna nella tavola delle dignità.
Tavola delle dignità essenziali →
E il tuo cielo di nascita?
Le ore si contano allo stesso modo per tutti nello stesso posto. Il tuo tema, invece, appartiene soltanto alla tua data, alla tua ora e al tuo luogo.