✴ L'origine

Pitagora

Il filosofo che, sei secoli prima della nostra era, fece del numero la chiave del reale. È dalla sua eredità che discende, in linea diretta, la numerologia.

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L'uomo di Samo

Pitagora nasce intorno al 570 prima della nostra era sull'isola di Samo, nel Mar Egeo. Prima di fondare la propria scuola, viaggia a lungo, in Egitto e fino a Babilonia, dove si impregna dei saperi matematici, astronomici e religiosi dell'antico Oriente.

Intorno al 530 prima della nostra era si stabilisce a Crotone, nella Magna Grecia (l'attuale Italia meridionale), e vi fonda una comunità al tempo stesso filosofica, scientifica e spirituale: la fratellanza pitagorica. Vi si studiano i numeri, la musica e l'armonia del cosmo, in una disciplina di vita esigente. Pitagora stesso non ha lasciato alcuno scritto: il suo pensiero ci giunge attraverso i suoi discepoli.

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« Tutto è numero »

L'intuizione centrale dei pitagorici si riassume in una formula: il numero è il principio di ogni cosa. Scoprendo che gli intervalli musicali più armoniosi corrispondono a rapporti semplici tra le lunghezze delle corde (l'ottava, la quinta, la quarta), essi vedono nel numero la struttura nascosta dell'universo, dalla musica alle orbite celesti.

La loro figura sacra è la tetractys: quattro file di punti (1, 2, 3 e 4) che sommano 10, il numero perfetto. Ogni numero vi porta un senso: l'unità, la dualità, l'armonia, la materia. Ben prima di ogni « numerologia », il numero è già, per loro, un linguaggio simbolico tanto quanto una quantità.

Il teorema che porta il suo nome (il quadrato dell'ipotenusa) è solo una sfaccettatura di questa visione: per i pitagorici, la geometria, l'aritmetica, la musica e l'astronomia formano un solo e unico sapere.

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Dal numero alla numerologia

È questa eredità (il numero come chiave di lettura del mondo e dell'essere) che la numerologia occidentale fa propria. Ridurre un nome o una data di nascita a un numero, per poi leggerne il senso, prolunga l'idea pitagorica secondo cui ogni numero ha una qualità propria, una vibrazione.

Per onestà: la tavola che associa ogni lettera a una cifra, invece, è ben più tardiva (si fissa nel XIX e XX secolo) e non è mai stata insegnata da Pitagora. La assumiamo per ciò che è: una tradizione simbolica ispirata al suo pensiero, non una scienza che egli avrebbe fondato.

Un'eredità viva

Da Samo al tuo ritratto, il filo non si è mai spezzato: leggere i numeri significa prolungare un gesto vecchio di venticinque secoli. Scopri ciò che dicono di te.

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